Note Critiche

Luca LeandriPresentazione del Prof. Emidio De  Albentiis.
(tratto dalla presentazione del catalogo “A ritroso”, 2004) 
Una delle principali linee-guida della ricerca ceramica di Luca Leandri è la volontà di coniugare la perizia tecnica – arricchita da una costante necessità di sperimentalismo  a più livelli – con l’attenzione al valore semantico, ideologico ed intellettuale dei manufatti realizzati. La ceramica, per Leandri, è infatti un materiale che riassume in sé non soltanto l’armoniosa eleganza di forme, segni e cromie in grado di appagare esigenze di carattere estetico, ma la densità stessa di un percorso culturale e spirituale che appartiene alla Storia e alla Natura. Ed è principalmente per tale ragione che l’atto di dare forma plastica ad un oggetto costituisce per l’artista un vero e proprio procedimento etico, con un’implicita ed intenzionale sottolineatura della misura morale sottesa ad ogni gesto creativo nutrito autenticamente dalla presenza forte del pensiero.
E proprio la consuetudine pressoché quotidiana di Luca Leandri con la produzione di oggetti ceramici, intende implicitamente essere un suggerimento in questa direzione: l’artista ceramico si esprime infatti attraverso una manualità che, di per sé, lo obbliga a misurarsi con la matrice da cui tutto ha origine, la terra, nel suo ancestrale ruolo di Mater. Una convinzione interiore che ha coerentemente condotto Leandri a dedicare non poche energie alla didattica dell’arte ceramica, come un antico maestro di bottega convinto di non insegnare solo una sia pur nobile tecnica ma una possibile via per interpretare al meglio il nostro essere-nel-mondo. 


Presentazione del Prof. Massimo Duranti.
Luca Leandri lavora da molto tempo sulla ceramica, ma il suo interesse è rivolto alle infinite possibilità che questa materia offre e non al tradizionale uso artistico che ne è stato fatto nei secoli. E la ceramica è solo uno degli elementi delle sue costruzioni. Il nero è una dominante, sia che risulti da un impasto, sia che derivi da altri materiali. E’ il buio dell’infinito che esplora e nel quale riesce a trovare dimensioni nuove con matematiche antiche. E’ proprio questa attività di produttore/ricercatore nel campo delle materie dell’impasto e dei colori ceramici che caratterizza il suo impegno verso lo studio di nuove soluzioni tecniche, queste diventano vere e proprie trasgressioni quando fuoriescono dalla conoscenza e dagli schemi rigidi della tradizione. Fondendo, assemblando si realizza la contaminazione delle forme che dichiarano una loro carica poetica frutto di evocazioni ancestrali e dell’originario rapporto dell’uomo con gli elementi. Nelle  sue  ceramiche, apprezzate in Italia  e all'estero  in importanti  mostre  d’arte, affascina  l’alchimia  dell’istante  catturato,  raggiunto  sempre con lungo e faticoso lavoro.